Se il tempo non si può fermare
Io sono come un foglio bianco
Mi basta capire che
Tu non trovi le parole.
SOLA.
Inutile non ci riesco.
Mi sento inutile.
Che cosa ricorrente.
Non riesco a fare tante, troppe cose che ormai urgono soluzione, o quantomeno, azione.
Non riesco a capire perchè continuo a stare così male.
Non riesco a capire perchè certe cose non escono mai da te, a prescindere da quanto siano sbagliate, da quanto ne eri fuori e tutte le cazzate in coordinato.
Inutile, da te non ci scappi neanche se sei Eddy Merckx.
Mi sento strana.
Saranno gli ultimi rimasugli del mio compleanno.
Lo sono.
Mi sento come se i miei occhi ormai vedessero cose che gli si nascondevano già da un pò. Che si rifiutava di vedere da un pò.
Il secondo passo è agire.
Sette meno venti.
Sedici novembre.
E' il mio compleanno, l' ho sentito ieri sera, tutto, completamente.
Le persone che più amo al mondo erano lì con me, i soliti, i migliori, insieme ad altre scoperte, nuove, interessanti.
Tutto perfetto direi.
Tutto come avrei voluto.
E quando vedo tutto ciò non riesco a non fermarmi un attimo e pensarci bene a quello che ho.
E' tanto.
E allora credo che forse il ciclo di compleanni da liceale sia davvero, finalmente finito.
E allora si, credo ancora che per una magia così vale la pena vivere!
"Papà, sai qual è la cosa che più mi ha sconvolto in tutta la mia vita?...
Quando ho scoperto che mia nonna era anche tua mamma!"
Che dolcetto!

Eccole qua... le mie ultime 24 ore da 18enne... si, è il mio compleanno, è lui, si avvicina, lo sento, ogni anno, sempre lui, più bastardo che mai.
Numero terribile il 19... mi sa di schifo... di non piccola e neanche grande.
Mi sa infinitamente di stupido.
Sta arrivando, come sempre, e si porta dietro il solito...
Forse è solo un giorno poi andrà via tutto.
TUTTO FINISCE.
"...il destino ha la sua puntualità"
SYAA
Quando hai solo diciott'anni quante cose che non sai, quando hai solo diciott'anni forse invece sai già tutto
non dovresti crescer mai...
"Hai pregato bestemmiando per la rabbia per tutta l'agonia
per le scelte che stava facendo dio..."
L' età non importa, non bisogna mai rinunciare ad essere un pò infantili, sia che il tuo bambino interiore ti spinga a fare una cosa che non crederesti mai, perchè tutto succede talmente in fretta che potrebbe finire prima che te ne accorga...
Eh già, effettivamente non era cosa tanto buona e giusta.
Cazzocazzo (scarlettiano ovviamente) mi sento completamente sbattuta, faccio "frittata" di secondo nome.
Per dirlo alla "marcolamarca", "l' uni è bella ma stressa".... si, e ti fa anche tanto tanto tanto tanto male fisico.
Mica scherzo quando dico che solo i pazzi possono curare i pazzi.
Se inizi a credere di vivere in un telefilm che oscilla fra "Una mamma per amica" (ci si racconta cazzi e stracazzi personali a persone tendenzialmente "sconosciute"prima di un mese fa), "E.R" (ma solo per i camici perchè proprio medicina lì non c' è), "Famiglia Addams" (tanti tanti tanti casi umani) "Buffy" (eh sti casi umani qualcuno li dovrà pur togliere da mezzo...!), "Happy Days" (siamo tutti rimasti agli anni d' oro), "Everwood" (che a me ha sempre dato tanto il senso di psicologico o come direbbe l' esaurita ssaiccologi)...fondamentalmente tutti telefilm in cui -porcaputtana- il numero di xx è incredibilmente, imbarazzantemente, osservamente maggiore di quello degli xy...
Senza poi farsi mancare un piccolo tratto di "Trainspotting" per tutta la roba che ti stai buttando in corpo e il numero esorbitante di sigarette che hai iniziato a fumare perchè "-no, non posso farci niente sono nervosa.... -E' solo un' atteggiamento mentale, è tutto nella tua testa!"...
Che poi inizi a pensare di non stare tanto bene se entri nell' ottica della situazione e inizi a vedere tutti da fuori, te stessa da fuori, e ti vedi parlare con tre persone e allora eccoti là, proprio lei, proprio voi... C' è una Carrie (e indovinate chi è!!!), una Miranda, una Charlotte, e persino una Samantha, sempre debitamente pezzotte che iniziano a rendere le tue giornate meno.... stressanti, ecco!
Allora forse lo stress ti ha davvero causato qualche problema.
Bella è bella però, non c' è dubbio.
In principio ----- disse: "E ----- sia. E ----- fu.
-
Certe volte, in certe parole, la tristezza l' avverti anche se non la vedi, anche se non la chiami direttamente in causa.
E questo, se è possibile, la rende ancora più triste.
Non sai cosa dire, e in realtà neanche ti viene in mente qualcosa da dire.
Compiatisci, capisci, appari, parli a vanvera.
La tristezza ha un sonno così leggero, tanto che al primo sorriso di felicità lei si sveglia e arriva. E' sempre così.
Essere felici è un paradosso. La felicità stessa lo è.
Non puoi essere felice se non sei triste, non arrivi mai a conoscere la felicità se non conosci alla perfezione la tristessa.
E' un quid pro quo, forse non tanto giusto, ma d' altronde abbiamo capito che è sempre questione di compromessi, di dare-avere... c'è a chi piace e a chi no.
Ci sono persone che sanno come salvarsi e scelgono di farlo... e sanno farlo pure bene.
Ci sono altre persone che hanno un idea neanche tanto vaga per stare un pò meno male e invece scelgono di dannarsi comunque.
Questione di scelte.... si forse anche un pò di sguardi.
Tiro un pò a indovinare.... un presente in cui non c' è niente se non respirare.
Su questo si, sono molto fatalista.
Credo che ogni accada per qualche motivo.
Non sempre questo ci è manifesto o è quello che noi pensiamo abbia, spesso si tratta di qualcosa che non c' entra proprio ma... è vitale.
Non è la voglia di studiare che mi manca, è la concentrazione che mi fotte.
E per ora non è un grosso problema ma si sa, i grossi problemi basta formarli per farli diventare grossi grossi.
Credo che presto ci vorrà un sistema di bloccaggio forzato con un supporto per la curvatura del collo sulla scrivania altrimenti mi sa che non si va avanti.
E questa fame compulsiva che ormai sta toccando livelli improponibili.
Credo che il mio metabolismo abbia finalmente deciso di raggiungere Ugo ai Caraibi (ormai è stabile) e quindi credo che fra poco (forse veramente poco) peserò 90 chili.
E in più il fatto che ogni volta che cerco di far camminare qualcosa con quattro ruote questa si ribella alle naturali leggi del moto e dell' attrito quindi o non si muove di un centimetro o si sfascia.
Credo che ci sia qualche problema.
Credo che ci siano cose che non sono fatte per me. La mia testa è fra queste.
E giovedi noi si fa lezione qui!!! ...
...mica bruscolini!
Affronterò la vita a muso duro
imparerò ad amarla
senza avere paura.
Poi guarderò gli occhi della gente
e capirò se finge oppure mente.
A Dio chiederò di darmi la forza
per superare il buio della notte
sereno aspetterò il mattino
e con il sole tornerà il sorriso.
Non cerco la pietà
non serve a niente
ma cerco amore
sui volti della gente.
A muso duro affronterò la vita
e con il sole tornerà il sorriso.
Pino Esposito
Giuseppe Esposito
n: 23/10/1948
m: 24/04/1992
Trovava di pessimo gusto gli eccentrici culturisti dal fiato corto, le bambole di porcellana adagiate sul letto
tra pizzi e merletti.
Trovava di pessimo gusto le smanie d’onnipotenza, quei cani grotteschi in ceramica esposti nell’atrio, l’indiscrezione, sproloqui gratuiti.
Margherite bianche tra i capelli neri, Matilde odiava i gatti, gli arrampicatori sociali, le cravatte verdi, le spiagge affollate.
Matilde odiava i gatti, parenti, vicini e lontani.
Trovava di pessimo gusto la pornografia occidentale, il rigore similcattolico, labbra siliconate ipertrofiche.
Un giorno prese la pistola
dal cassetto e sparò.
Ne colpì uno grigio e lo vide
cadere a terra esanime.
Ma pose fine al proprio dramma
soltanto nel momento in cui
premette il grilletto contro se stessa.
qualcosa rimane sempre...
tipo il tuo elastico per capelli
Forse con tutto questo furore civico sto esagerando ma mi va di riprendere questo stralcio posto alla mia evidenza dai partecipanti al forum degli psicologi italiani, più precisamente nella stanza della facoltà cui io stessa me medesima appartengo, e più precisamente in questo argomento.
A volte la realtà italiana supera, e di gran lunga, la fantasia dei romanzi di fantapolitica piu' arditi.
In una sconcertante intervista al Quotidiano Nazionale, Francesco Cossiga ha dichiarato: "Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno. (...) Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì... questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio".
La fiamma Cossiga la spegne accendendola quando non c'è, e versandoci benzina quando è un'innocua fiammella. In questa divertente visione della democrazia, i cittadini sono un'accozzaglia di deficienti e lo Stato ha il dovere di forgiarne le menti attraverso la costruzione di prove false e la sistematica manipolazione dell'informazione.
da: http://sostenibile.blogosfere.it/2008/10/cossiga-picchiare-a-sangue-studenti-e-docenti.html
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E a seguire la "strabiliante quanto geniale intervista" al ""caro"" Cossiga...
http://www.articolo21.info/7553/notizia/studenti-e-docenti-andrebbero-picchiati-a-sangue.html
Studenti e docenti andrebbero picchiati a sangue. Parola di Francesco Cossiga
di Stefano Corradino
I virus pericolosi andrebbero stroncati sul nascere per non correre il rischio che si diffondano e diventino endemici. Non sappiamo se qualche insidioso parassita abbia colpito Francesco Cossiga inducendolo a rilasciare un'intervista delirante sul quotidiano QN. Ciò che ci preoccupa è che il Cossiga pensiero possa fare proseliti. Citiamo dal Quotidiano Nazionale: ''Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornera' ad insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle universita'. Quanto alla possibilita' di usare la forza pubblica espressa dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, Cossiga ha detto: ''Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero ministro dell'Interno'', ha continuato. ''In primo luogo lasciare perdere gli studenti dei licei, perche' pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito...''. ''Lasciar fare gli universitari - ha continuato - Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle universita', infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le citta'''. ''Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovra' sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri'', ha affermato Cossiga. ''Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pieta' e mandarli tutti in ospedale - ha continuato - Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in liberta', ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano''. ''Soprattutto i docenti - ha sottolineato - Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine si'.
E se qualche esaltato dovesse prendere sul serio quelle che a qualcuno potrebbero suonare come solite e ininfluenti provocazioni? Se qualcuno decidesse di picchiare a sangue uno studente forte di questo avallo preventivo dell'ex capo dello Stato?
Il picconatore non è nuovo a tali esternazioni. E non si tratta solo di "picconate" verbali. Quando era a capo del dicastero degli interni, l'11 marzo del 77 nella zona universitaria di Bologna nel corso di durissimi scontri tra studenti e forze dell'ordine morì il militante di Lotta continua Pierfrancesco Lorusso; pochi mesi dopo, a maggio, in una delle giornate di protesta più infuocate degli studenti, Cossiga rispose mandando veicoli trasporto truppa blindati (M113 ) nella zona universitaria. Morì Giorgiana Masi, studentessa di 19 anni del liceo Pasteur di Monte Mario. A quasi 30 anni di distanza, nel 2005 Cossiga scrisse che Giorgiana Masi probabilmente fu uccisa da "fuoco amico", "da un proiettile sparato dagli stessi manifestanti"... Allora ci furono reazioni indignate, in primis Marco Pannella.
Ci auguriamo che avvenga lo stesso anche oggi. A meno che Cossiga non smentisca tali dichiarazioni (con la tecnica del premier Berlusconi che esterna per ottenere un effetto per poi negare ciò che chiaramente ha detto) ma probabilmente non lo farà, ci auguriamo che qualcuno abbia la decenza di rispondergli. Magari qualcuno con qualche competenza di legge che ci confermi se le sue affermazioni rasentano "l'istigazione a delinquere", o "l'eversione dell'ordine democratico", o "l'attentato alla Costituzione" (reato di cui, non a caso fu chiesto a suo tempo l'impeachment per lo stesso Cossiga).
LEGGI L'INTERVISTA INTEGRALE A FRANCESCO COSSIGA SUL QN
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Non so se essere più inorridita o schifata... sorpresa proprio no.
Il week end inizia decisamente bene.
Sarà che la serata di ieri è stata senza dubbio... risolutiva direi.
In realtà non so neanche perchè continuo a scrivere il giorno e il numero, sappiamo bene che la pausa è finita.
Anche se qualche dubbio mi resta.
Tu cosa vuoi fare... cosa pensi...
All' improvviso ho un pò paura.
Mi rendo conto che più leggo le tue parole e più sembra che ormai tu sia lontano mille anni luce da me, che forse, tu non mi voglia neanche più. Non credevo davvero che sarebbe successo.
Mi rendo conto che quello che è cambiato sei tu e nonostante qualche volta vedo qualche spiraglio di quello che eri, il nuovo te si fa avanti prepotente, e non riesco a capire se è un bene o un male, per me.
Per te sicuramente un bene.
Più sicuro, più forte, forse anche un pò più strategico e cinico e allora non si può dire che con tutto questo io non ti abbia fatto bene.
Forse l' unica cosa buona che ho fatto per te.
Giù un week end da soli, sarebbe stata convivenza direi, ma forse è stato meglio così anche se il mio primo impulso è stato quello di chiamarti e autoinvitarmi. Dio che figura pessima che avrei fatto.
Invece te ti prendi le solite serate con i tuoi amici e mi pare più che sacrosanto tutto ciò, io resto a casa a cercare di dare un senso a questi giorni che mi sono sembrati a dir poco inutili.
E per te?
Cosa sono stati per te?...
La metà del lavoro è passata e benchè so che sono altri pochi giorni soltanto, a me sembrano ancora tantissimi.
Non mi pare di essere arrivata a grandi rivelazioni e non me ne meraviglio che poco, d' altronde si, sono cambiata, ma quello che sono stata sarà sempre e comunque base di me.
I giorni ora passano senza gusto, si segnano sul calendario ma non si avvertono.
Che mi manca qualcosa è manifesto ma non riesco a decidermi per fare finalmente qualcosa di sensato, per pensarci almeno.
Insomma, mai periodo fu meno proficuo.
Intanto...
Scrubs riprende e nonostante critiche tanto tanto cattive a me sta settima serie piace davvero tanto!
"E' dura accettare i propri difetti, ad esempio la propria ipocrisia.
Dopo aver accettato i propri difetti il cambiamento può essere SORPRENDENTE.
Per quanto riguarda me avevo sempre creduto che crescere fosse automatico, ma in realtà è qualcosa che si deve scegliere di fare."
-Ci voglio poter giokare con i tuoi capelli.
-Tu nn ci giochi mai
-Dici sempre di smettere che non sei un barboncino, dimentichi?
-No,
-Chiarisco: giocare=passarci la mano dentro.
Cosa intendevi per giocarci?
Ai ricci si sta attenti, si porta rispetto.
Loro sono stile!
Fare interventi di ordine civile è una cosa che non mi è mai piaciuta e che ho sempre evitato di fare.
So di non doverne andare fiera ma andare contro la mia natura non è esattamente il mio genere.
Non credo che inizierò ora però...
Però ci sono cose che accadono nel tuo Paese che oltre a cambiare quello che fai, sconvolgono anche quello che sei.
Forse l' ho capito troppo tardi ma ora vado fiera nel dire che mi piace studiare e che non so come e quante volte devo ringraziare Dio per avermi aiutato a fare quello che volevo fare e ora c' è qualcuno o qualcosa che lo mette in pericolo.
E questo non mi pare giusto.
La mia fase di lotta dura è finita qualcosa come almeno 4 anni fa, ma in questi contesti ti rendi conto di cosa è veramente successo nei periodi che qualche anno fa ti ritrovavi ad ammirare senza davvero sapere cosa significassero.
Noi non rivogliamo il 68, o almeno non lo rivogliamo per far casino o perchè non l' abbiamo avuto.
Noi vogliamo avere il diritto di studiare e il diritto ad un futuro che non ci veda come delle pecore in balìa di un principe ma menti pensanti capaci di rivoluzionare il mondo in cui vivono.
Questa giornata ha il potenziale per essere una gran bella giornata.
Mi sveglio in tempo, non stanca.
Ho tutto chiaro nella mia testa di cosa fare questa mattina.
Il pomeriggio non ancora ma oggi la lungimiranza non è la mia opinione, forse per questo è una così bella giornata.
Non so se tutti i piani verranno rispettati ma anche di questo oggi mi importa poco.
Sapevo che era solo questione di assimilazione, sapevo che mi ci sarei abituata e so che tra poco dovrò disabituarmici.
E se ieri non ne vedevo l' ora oggi ho qualche riserva.
Ma come ho detto, oggi la lungimiranza mi appartiene poco.
Forse dovevo solo sentirmi mandata un bel pò a fanculo, forse dovevo solo maturare determinate idee che ovviamente non so ancora se metterò in pratica ma ho i miei seri dubbi, forse avevo solo bisogno di organizzazione e di occupazione.
Si, l' aula A è occupata a tempo indeterminato, ma questa è un' altra storia.